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mercoledì 18 gennaio 2017

Le storie di cyberbullismo

Cari lettori, qui di seguito vi presento alcune delle tante storie di cyberbullismo con l'intento di informarvi e sensibilizzarvi sulle terribili conseguenze di questo fenomeno e sulle difficili situazioni  che una vittima di cyberbullismo si trova a dover affrontare.






Amanda Todd, 15 anni, canadese di Vancouver, figlia di Norm e Carol, "visetto carino, sguardo vispo e una vita connessa in Rete come la maggior parte degli adolescenti di oggi".
Il 10 ottobre 2012 si è uccisa mandando giù un flacone intero di candeggina. Da tre anni, a causa di un cyberbullo la sua vita era diventata un inferno.
Tutto comincia quando, a 12 anni, Amanda conosce in chat un uomo che la sprona a fotografarsi a seno nudo.
L'individuo l'avrebbe poi ricattata, minacciando di mostrare la sua foto in topless ai suoi amici a meno che lei non si fosse mostrata di nuovo.
Da quel momento la foto viene condivisa online e Amanda diventa lo zimbello della scuola.

Amanda ne è traumatizzata manifestando ansia, depressione acuta e attacchi di panico e in tre anni tenta di ammazzarsi tre volte, la prima, sempre 
con la candeggina.

Dopo la scenata a scuola i commenti su Facebook furono i seguenti: "Doveva usare un solvente differente", "Spero che la prossima volta muoia davvero e non sia così stupida". 
Venerdì 7 settembre Amanda posta su youtube un video di 10 minuti, in bianco e nero, intitolato My story struggling, bullying, suicide and self harm, nel quale racconta le violenze subite.






La madre di Amanda ha chiesto a Youtube di non eliminare il video dal web affinché diventi uno strumento per combattere il cyberbullismo che, secondo il Canadian Medical Association Journal, è la seconda causa di morte tra i canadesi tra i 10 e i 19 anni.



ALTRE STORIE..

Holly Grogan, 15 anni, di Cheltenham (Regno Unito) si è buttata da un ponte tornando da scuola. Era caduta in depressione da settimane, e non è stato un gesto improvviso.
A casa, indirizzata ai suoi genitori, aveva lasciato una lettera di addio. Sui suoi 15 anni pesavano come macigni le continue angherie sofferte nelle reti sociali!






Carolina Picchi, 14 anni, di Novara, si è gettata dalla finestra dell'appartamento in cui viveva con i genitori perché non sopportava più le offese e le prese in giro ricevute attraverso i social network. Si è uccisa dopo che su Facebook fu postato un video in cui era oggetto di una violenza sessuale di gruppo.







"Il ragazzo dai pantaloni rosa" un 15enne soprannominato così per il suo presunto orientamento sessuale si è suicidato nel novembre del 2012 perché devastato dalle offese.

Cyberbullismo

Cari lettori, oggi vorrei parlarvi del cyberbullismo un tema a mio avviso molto delicato e che coinvolge gran parte dei giovani che stanno crescendo a contatto con i nuovi mezzi di comunicazione.
Il cyberbullismo è un fenomeno che consiste nell'intimorire, minacciare, denigrare, insultare e offendere attraverso l'utilizzo di strumenti telematici quali siti web, e-mail, social network, sms, chat, telefonate. E' un atto aggressivo ripetuto nel tempo, continuo e sistematico.
Oggi il 34% del bullismo avviene online e coinvolge un gran numero di adolescenti.






L'8% degli studenti dice di essere stato, almeno una volta, bullo online e 1 su 10 banalizza il proprio comportamento dicendo che si trattava di uno scherzo.
 La maggior parte dei giovani molestatori non si rende conto di quanto il proprio comportamento può nuocere e creare danni psicologici agli altri, causando spesso depressione e nei casi peggiori portare al suicidio.
Il cyberbullismo è un'estensione del bullismo ma risulta essere più invasivo ed insidioso perché può raggiungere le vittime in qualsiasi momento del giorno e della notte senza quindi limiti di tempo e di spazio.






Le vittime sono generalmente deboli e incapaci di difendersi da sole e proprio per questo motivo vengono prese di mira.
 Il cyberbullismo richiede minore esposizione del tormentatore rispetto al bullismo proprio per una delle principali caratteristiche di questo fenomeno: l'anonimato, che permette di nascondere facilmente la propria identità o di creare un falso profilo.
Risulta essere molto più semplice, infatti, ferire un altro quando si è nascosti dietro ad una tastiera o ad uno schermo che con la propria voce o con la forza.