mercoledì 18 gennaio 2017

Cyberbullismo

Cari lettori, oggi vorrei parlarvi del cyberbullismo un tema a mio avviso molto delicato e che coinvolge gran parte dei giovani che stanno crescendo a contatto con i nuovi mezzi di comunicazione.
Il cyberbullismo è un fenomeno che consiste nell'intimorire, minacciare, denigrare, insultare e offendere attraverso l'utilizzo di strumenti telematici quali siti web, e-mail, social network, sms, chat, telefonate. E' un atto aggressivo ripetuto nel tempo, continuo e sistematico.
Oggi il 34% del bullismo avviene online e coinvolge un gran numero di adolescenti.






L'8% degli studenti dice di essere stato, almeno una volta, bullo online e 1 su 10 banalizza il proprio comportamento dicendo che si trattava di uno scherzo.
 La maggior parte dei giovani molestatori non si rende conto di quanto il proprio comportamento può nuocere e creare danni psicologici agli altri, causando spesso depressione e nei casi peggiori portare al suicidio.
Il cyberbullismo è un'estensione del bullismo ma risulta essere più invasivo ed insidioso perché può raggiungere le vittime in qualsiasi momento del giorno e della notte senza quindi limiti di tempo e di spazio.






Le vittime sono generalmente deboli e incapaci di difendersi da sole e proprio per questo motivo vengono prese di mira.
 Il cyberbullismo richiede minore esposizione del tormentatore rispetto al bullismo proprio per una delle principali caratteristiche di questo fenomeno: l'anonimato, che permette di nascondere facilmente la propria identità o di creare un falso profilo.
Risulta essere molto più semplice, infatti, ferire un altro quando si è nascosti dietro ad una tastiera o ad uno schermo che con la propria voce o con la forza.

martedì 17 gennaio 2017

Internet Addiction Disorder

Internet addiction disorder (IAD), termine coniato dallo psichiatra americano Ivan Goldberg, che propose l'introduzione nel DSM di questa nuova sindrome con i relativi criteri diagnostici per il riconoscimento del disturbo. Egli lo paragonò al gioco d'azzardo.
Secondo Kymberly Young, psicologa e ricercatrice, i soggetti con questo disturbo subiscono sia gravi che moderati problemi a causa dell'abuso della rete, a partire dall'ambito relazionale e familiare, nell'ambito lavorativo o scolastico, nell'ambito della salute e in quello finanziario.
Essa è fondatrice del Center of Online Addiction in America, ha indicato 5 diversi tipi di dipendenza online:
1) Dipendenza Cybersessuale
2) Dipendenza Cyber-relazionale
3) Dipendenza Net Gaming o Net Compulsion
4) Information Overloaded
5) Computer Addiction






La dtt.ssa Young si è interessata a quello che succede ai giovani, le sue ricerche hanno coinvolto ragazzi dai 12 ai 21 anni, ai quali ha sottoposto test composti da 19 item che sono stati usati per assegnare un profilo sulla base del livello di dipendenza da internet.
I dati emersi sono i seguenti: il 20% risulta "utente a rischio", il 34% un "utente abusatole" e il 6% "utente dipendente".
In questo video la Dottoressa descrive le caratteristiche dell'Internet Addiction Disorder, racconta del suo lavoro e delle migliaia di ricerche che hanno dimostrato quanto sia veramente un problema e quanto i rischi che comporta non sono da sottovalutare. Ci si domanda quale sia la soglia di tempo per cui l'utilizzo dell'apparecchio elettronico venga considerato eccessivo, ma il problema non riguarda solamente la quantità di tempo ma anche le modalità in cui viene utilizzato, in quali situazioni, la tipologia di rapporto con lo strumento e il numero di volte in cui si controlla durante il giorno.
Uno dei principali problemi riguarda il fallimento scolastico dei ragazzi e le troppe assenze. Ricerche mostrano come i ragazzini si sentono più isolati perché invece di giocare con gli i compagni preferiscono usare il telefonino, non imparando così a condividere momenti di svago e a lavorare in gruppo.
Ricerche neuro-scientifiche, inoltre, han rilevato che bambini che trascorrono troppo tempo su internet riportano nel tempo alcuni deficit.
I metodi di cura e di prevenzione riguardano l'educazione degli insegnanti e dei genitori attraverso la sensibilizzazione sui seri rischi della dipendenza e l'individuazione delle tipologie di tecnologia di cui necessitano i propri figli.

lunedì 16 gennaio 2017

La Dipendenza dal Gaming Online

Cari lettori,
Quest'oggi ho deciso di scrivere a proposito del Gaming Online cercando di andare oltre all'aspetto ludico e di approfondire gli aspetti psicologici che nasconde.

In psicologia dello sviluppo viene sottolineata l'importanza dell'attività ludica del bambino e del ragazzo durante la crescita in quanto fondamentale per l'apprendimento delle regole, dell'interazione ed integrazione sociale e per la formazione della personalità.
Un videogioco online consente di mettere in pratica le regole del gruppo: l'assunzione dei ruoli, il
confronto, gli scambi e la comunicazione.
Storicamente a partire dagli anni 60' con la creazione dei primi videogiochi e delle prime console si è approdati grazie all'arrivo di internet, negli anni 90-2000 a vere e proprie comunità di gioco online, quindi di interazione di gruppi di persone che giocano “da soli ma insieme”.
Ma qual'è la conseguenza della dipendenza da videogiochi?
Questa è inserita tra le New Addiction, quindi tra le dipendeze in cui non è implicato l'intervento di alcuna sostanza chimica.







Questo tipo di dipendenza è caratterizzata da diversi sintomi:
-quantità di tempo dedicato al videogioco
-trascurazione di altre attività
-riduzione delle relazioni interpersonali
-grosse spese di denaro nell'acquisto dei giochi e dei loro contenuti aggiuntivi
-problemi fisici (mal di testa o dolori alla schiena e agli arti)
-irascibilità e stress durante la sessione di gioco
-cattiva igiene del sonno
-calo delle prestazioni scolastiche
-totale immersione nell'attività e alterata percezione del tempo






Chi gioca online entra in un'esperienza di flusso, così definita perché caratterizzata da un totale coinvolgimento e assorbimento dell'individuo nell'attività che sta svolgendo a tal punto da allontanarlo dalla realtà. Come già accennavo i videogiochi spesso danno l'illusione di trovarsi in compagnia di altre persone e risulta difficile rendersi conto che si è in una stanza da soli e che il mondo in cui si è immersi è virtuale e non reale. Non c'è nulla di sbagliato nel giocare con altri player online ma a molti ragazzi succede di pensare di essere nella realtà.
Il rischio più grande è infatti l'isolamento sociale, al quale si aggiungono i sintomi elencati precedentemente.

Come in ogni cosa è necessario avere moderazione ed un'educazione all'attività ludica del gaming online è essenziale, specialmente per i giovani di oggi che stanno crescendo a stretto contatto con le nuove tecnologie. In qualsiasi ambito della vita i comportamenti eccessivi sono un segnale di allarme per i genitori che devono imporre regole ben precise sull'utilizzo dei videogiochi come dare un limite di tempo, se necessario da decidere prima di cominciare il gioco, proporre attività alternative al termine del tempo stabilito, scegliere giochi adatti all'età del proprio figlio e non consentire l'utilizzo della console in camera da letto. Un'attento monitoraggio da parte dei genitori allontana i giovani dalla possibilità di sviluppare dipendenze e di isolarsi a livello sociale.

domenica 15 gennaio 2017

Adolescenza e dipendenza dalle nuove tecnologie


Cari lettori, oggi vorrei condividere con voi alcuni degli aspetti che caratterizzano il periodo dell'adolescenza.
L'adolescenza è un momento delicato nello sviluppo di ogni individuo, è una fase della vita in cui si affrontano numerosi cambiamenti, sia a livello somatico che psicologico. Le principali trasformazioni legate all'identità personale riguardano il rapporto con l'immagine di sè, con i genitori e con gli altri.





Inoltre, l'adolescenza è un periodo caratterizzato da massima vulnerabilità e fragilità.
Questi due aspetti favoriscono l'instaurarsi di dipendenze patologiche, non esclusivamente legate all'assunzione di sostanze psicoattive, ma a tutte le attività che comportano la nascita di relazioni problematiche.
L'adolescente vuole tutto e subito, è insicuro e sente il bisogno di affermare la propria autonomia e indipendenza dai genitori e per questo ha una particolare propensione alla ricerca di nuove emozioni, sensazioni ed esperienze.

Una forma di dipendenza che interessa gran parte degli adolescenti è legata all'utilizzo di Internet ed i principali rischi riguardano l'area relazionale dell'individuo, sia scolastica che familiare.
Il totale assorbimento dell'individuo nell'esperienza virtuale può originare gravi episodi dissociativi e alienazione.






L'anonimato e l'assenza di vincoli spazio-temporali creano uno spazio psicologico in cui il soggetto può proiettare i propri vissuti e le proprie fantasie, contribuendo così allo sviluppo di una vera e propria dipendenza dal mondo virtuale.

Net Children Go Mobile

Cari lettori, oggi ho deciso di condividere con voi il progetto Net Children Go Mobile che identifica alcuni dei temi che verrano trattati sul nostro blog, buona lettura!

Con la creazione del progetto Net Children Go Mobile la Commissione Europea si è impegnata a studiare il cambiamento, nell'utilizzo di internet, tra i ragazzi europei.
I ragazzi ormai vivono in un ambiente “mediale” in cui la quotidianità è caratterizzata da una forte integrazione di esperienze offline ed online grazie alle nuove tecnologie e strumentazioni.
Le attività online sono sia vantaggiose che rischiose per i ragazzi, ed è su questo che il progetto si interroga: se le mutate condizioni dell'accesso e dell'uso di internet aumentino o riducano i rischi che i ragazzi incontrano online, o li espongano a nuove esperienze rischiose.
I paesi che hanno partecipato sono: Danimarca, Italia, Regno Unito, Romania, Belgio, Germania, Irlanda, Portogallo e Spagna.
Il campione rappresentativo ha coinvolto 3.500 ragazzi utenti di internet tra i 9 e 16 anni, e i loro genitori in 7 paesi europei.
Le ricerche hanno preso in considerazione aspetti sociali, strumentali e comportamentali quali i luoghi di accesso, la maggioranza di genere, le piattaforme di accesso, i tempi e gli orari di accesso, l'età del primo utilizzo, le attività online, la sicurezza percepita, la competenza di utilizzo e i contenuti.
Uno tanti obbiettivi della ricerca è quello di individuare i rischi legati ad un eccessivo e scorretto utilizzo della rete.






Dalle statistiche emerge che nell'ultimo decennio la quantità dei rischi per i minori sul web è cresciuta notevolmente sia per il numero di partecipanti attivi che per i destinatari dei contenuti.
Bisogna però considerare che l'esposizione al rischio non produce necessariamente dei danni, tuttavia è fondamentale identificare quali ragazzi sono più o meno vulnerabili di fronte ad esperienze problematiche e quali invece sono in grado di gestirle.
Secondo i dati di Net Children in Italia il 6% dei ragazzi si è sentito turbato o a disagio da qualche esperienza online, ma la media europea è del 17%.
Uno dei fenomeni più comuni, se si pensa alle esperienze rischiose online, è il Cyber -bullismo di cui i 13% dei ragazzi ne è stato vittima e di questi l'8% ne è stato turbato.
Il Sexting, cioè l'esposizione e condivisione di immagini o messaggi sessuali, accade per il 5% dei ragazzi tra 11 e 16 anni. Invece, il 23% dei ragazzi, sempre tra gli 11 e i 16 anni, ha visto immagini pornografiche su internet o altrove.
Un ulteriore preoccupazione, sopratutto dei genitori, è il contatto con persone sconosciute, che genera paura e rappresenta un pericolo vista l'ingenuità dei giovani. Secondo i dati di Net Children il 22% dei ragazzi italiani è stato contattato da persone sconosciute offline e il 10% ha poi incontrato le persone conosciute online.






In risposta ai rischi, Net Children ha pensato a quali sono le figure che possono ridurre l'esposizione negativa dei ragazzi ad Internet e che possono aiutarli come mediatori: fondamentale è il ruolo della famiglia, in particolare quello dei genitori, che attraverso un attento monitoraggio e supporto sociale possono ridurre le attività a rischio legate all'utilizzo della rete. Sia la scuola con gli insegnanti, che la famiglia possono agire da mediatori attraverso l'educazione mediale, la condivisione delle attività online dei figli, il divieto di utilizzare specifici siti web e la spiegazione del corretto utilizzo di Internet.

sabato 14 gennaio 2017

Benvenuti


Cari lettori, benvenuti nel nostro blog!






Siamo due studenti di Scienze e Tecniche Psicologiche iscritti all'Università di Pavia e abbiamo deciso di aprire questo blog per parlare insieme a voi delle diverse modalità di utilizzo di Internet tra gli adolescenti.
I temi trattati sono vari e legati a diverse forme di dipendenza, al corretto e scorretto utilizzo del web ed ai rischi correlati.
E' secondo noi importante prendere consapevolezza di quelli che sono i pericoli legati ad un eccessivo e insano utilizzo della rete e promuovere un adeguato supporto sociale che possa aiutare i ragazzi a sfruttare le infinite possibilità di cui la rete dispone senza subire conseguenze negative.
E' importante approfondire questi argomenti al fine di informare anche genitori e insegnanti, che spesso sembrano essere all'oscuro dei rischi legati all'utilizzo del web.
Internet ci permette oggi di sentirci liberi di esprimerci, di metterci in contatto con persone distanti migliaia di km, di scaricare musica, film, libri e non solo, di poterci documentare su qualunque argomento e di poter contribuire a questa grandissima rete di informazioni pubblicando e condividendo il nostro sapere, possiamo acquistare, vendere o scambiare qualunque tipo di oggetto e molto altro.
Nonostante tutti i vantaggi che caratterizzano il web non mancano i pericoli, ai quali i ragazzi possono andare incontro, e insieme a voi cercheremo di identificarli.
Buona lettura!



Alessandra Cimorelli e Fabrizio Laforgia